I piccoli della terra

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio…».

Gesù non ci chiede di fare qualcosa per lui, sa benissimo che non ne saremmo capaci, saremmo presi da timore come davanti a una persona importante. Ci chiede invece di guardare ai piccoli, a chi è nel bisogno, a causa del lavoro, la casa, la salute, il colore della pelle, a chi ha fame, sete di una vita dignitosa, a chi non ha da difendersi, come i piccoli appunto. Gesù ci chiede di fare qualcosa per loro, perché sono nostri fratelli, indifesi e bisognosi. Facendo un gesto di attenzione a questi “piccoli”, l’avremo fatto a lui.

Signore Gesù,
tu che hai amato i piccoli e gli umili,
insegnami a non mettere
i miei bisogni al primo posto,
ma a guardare con i tuoi occhi
chi mi sta accanto.
Aiutami a riconoscere
la sofferenza inespressa dei fratelli,
metti nel mio cuore
l’inquietudine e il desiderio
di far felici gli altri

Il deserto

E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

Gesù inizia la sua vita pubblica nel deserto. Va nel deserto dopo il battesimo, sospinto dallo Spirito. Solo i credenti, i battezzati, coloro che cercano ancora e meglio Dio, sanno sentire lo Spirito e spingersi nel deserto. Lo Spirito ci spinge nel deserto, quando la nostra vita di credenti scricchiola, vacilla, si stanca, o, peggio, si siede. Il credente va nel deserto, perché nel deserto si riscopre fuggiasco, pellegrino, viandante. Il deserto è nel nostro cuore, perché nel deserto possiamo avvertire la sottile e silenziosa presenza di Dio. Marco ha una curiosa annotazione: stava con le fiere e gli angeli lo servivano. Nel deserto, quando gettiamo le maschere, quando ci mettiamo in gioco, quando siamo tentati dall’avversario, siamo assaliti dalle fiere. L’orgoglio, l’invidia, la rabbia, la blasfemia, la violenza abitano in noi, sono accovacciati in un angolo della nostra interiorità. È ingenuo pensare di non esserne sedotti, è cristiano scegliere di lasciarli fuori dalla porta. Il discepolo sa di non essere migliore dei non credenti, vuole solo essere più vigile!

Gesù, tu che, tentato nel deserto,
hai confermato il tuo essere Figlio di Dio,
aiutami a non lasciarmi sopraffare
dalla fame di voler essere ciò che non sono.
Sii mio compagno di viaggio,
la Parola che nutre, la luce che illumina.

Gesù ti chiama!

Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. Gesù disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

Anche noi, come Levi, possiamo sentirci sperduti tra la gente che affolla le strade del mondo, bloccati da una serie di cose, le solite e sempre uguali, che dobbiamo fare ogni giorno, incapaci di capire il senso di una vita apparentemente così piatta. Gesù ci chiama per nome, ci sorprende nel quotidiano, ci svela il senso che unifica e direziona il nostro cammino: il suo amore rende unica, irripetibile e grande la nostra vita, per quanto banale e insignificante a volte ci possa sembrare.

Signore Gesù,
tu mi chiami e mi sorprendi
nell’anonimato del mondo e della storia
mostrandomi quanto mi hai amato
nella tua vicenda pasquale
e invitandomi a vivere del tuo stesso amore.
Che io ti senta chiamarmi,
ti veda salvarmi,
e soprattutto ti segua
amando come tu per primo mi hai amato.

Il suo sguardo

Giunto Gesù all’altra riva del lago, nella regione dei Gadareni, gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno».

Quando è troppo tempo che non incontriamo una persona che amiamo, ne sentiamo la mancanza, si percepisce un vuoto interiore, e questo vuoto aumenta il desiderio di colui che ricerchiamo. Lo sguardo di Gesù, l’amico assente-presente, che dimora in noi, a volte è abbassato, sembra non guardarci, non essere lì con noi. Ma non è mai così. Sono occhi bassi, ma nelle sue lacrime se ne può scorgere la luminosità che sempre dona speranza alla nostra vita.

Signore Gesù,
aiutaci a scoprirti dentro di noi,
come presenza di uno sguardo
che abbraccia la nostra esistenza
per essere a nostra volta
annuncio di speranza.

Il valore dello scarto

Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Oggi c’è la tentazione di possedere, di avere sicurezze per la nostra vita, guadagnare a tutti i costi, guadagnare il mondo intero, anche sacrificando quello che è di tutti. Al contrario, ciò che riempie il cuore, ciò che ci fa ricchi non è quello che togliamo ai nostri fratelli, ma quello che sappiamo donare a loro.
Il motivo che ci fa agire così è l’incontro con Gesù, il fascino della sua proposta, la gioia di seguirlo.
Ciò che si scarta perché non sembra essere utile e dare un profitto o un guadagno immediato è proprio ciò che può diventare via per la salvezza.

Signore Gesù,
insegnami a fare il bene
anche là
dove ho paura di rischiare.
Insegnami a perdere la vita
come hai fatto tu.
Fa’ che il mondo non vada in rovina,
e che il tuo essere venuto tra noi
e l’amore che ci hai dimostrato
capovolga gli interessi umani
verso una via di salvezza.

Il nascondiglio segreto

Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.

Ti è mai capitato di sentire la voglia di suonare la tromba quando ti riesce bene una buona azione, un gesto gentile, così che tutti lo vedano e ti ammirino? È fin troppo facile suonare questa musica assordante del compiacimento di noi stessi! Prova invece a captare le note di un’altra melodia, quella che proviene dal tuo nascondiglio segreto quando preghi, dialoghi con il Padre! Questa sì che è davvero una musica speciale, inedita, solo tua! Allora chiudi la porta e ascolta…

Signore,
tante volte sono attratto dalle apparenze,
affascinato dall’ammirazione della gente,
e faccio fatica a rientrare in me stesso.
Conducimi a condividere con te
nel segreto del mio cuore
i miei sogni nascosti,
i desideri inespressi,
perché possa vivere
contento di poterti parlare e ascoltare.

Il precursore

III Domenica di Avvento, anno B – Gaudete
Gv 1,6-8.19-28
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.

Un filosofo e un teologo
passeggiavano disputando
filosofemi e sillogismi;
una pratolina udì,
e umilmente offrì all’ape la sua corolla.

Il codice delle costellazioni
come quello della formica e il mio
è nell’abisso di Dio.

Colsi il sorriso di una violetta solitaria.
A chi sorridi, piccolo fiore?
A Dio che m’ama
e a te che mi contempli.
(Margherita Pavesi Mazzoni)

Tota pulchra

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Lc 1,26-38
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

Vergine Santa e Immacolata,
a Te, che sei l’onore del nostro popolo
e la custode premurosa della nostra città,
ci rivolgiamo con confidenza e amore.
Tu sei la Tutta Bella, o Maria!
Il peccato non è in Te.
Suscita in tutti noi un rinnovato desiderio di santità:
nella nostra parola rifulga lo splendore della verità,
nelle nostre opere risuoni il canto della carità,
nel nostro corpo e nel nostro cuore abitino purezza e castità,
nella nostra vita si renda presente tutta la bellezza del Vangelo.
Tu sei la Tutta Bella, o Maria!
La Parola di Dio in Te si è fatta carne.
Aiutaci a rimanere in ascolto attento della voce del Signore:
il grido dei poveri non ci lasci mai indifferenti,
la sofferenza dei malati e di chi è nel bisogno non ci trovi distratti,
la solitudine degli anziani e la fragilità dei bambini ci commuovano,
ogni vita umana sia da tutti noi sempre amata e venerata.
Tu sei la Tutta Bella, o Maria!
In Te è la gioia piena della vita beata con Dio.
Fa’ che non smarriamo il significato del nostro cammino terreno:
la luce gentile della fede illumini i nostri giorni,
la forza consolante della speranza orienti i nostri passi,
il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore,
gli occhi di noi tutti rimangano ben fissi là, in Dio, dove è la vera gioia.
Tu sei la Tutta Bella, o Maria!
Ascolta la nostra preghiera, esaudisci la nostra supplica:
sia in noi la bellezza dell’amore misericordioso di Dio in Gesù,
sia questa divina bellezza a salvare noi, la nostra città, il mondo intero.
Amen.
(Papa Francesco)

Tempo verrà

I Domenica di Avvento, anno B
Mc 13,33-37
Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento».

Tempo verrà in cui con esultanza
saluterai te stesso arrivato alla tua porta,
nel tuo proprio specchio.
E ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,
e dirà: siedi qui, mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo io.
Offri vino. Offri pane.
Rendi il cuore a se stesso,
allo straniero che ti ha amato per tutta la vita,
che hai ignorato per un altro
e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.
(Derek Walcott)

Signore, quando sono…

XXXIV Domenica del Tempo Ordinario – Cristo Re, anno A
Mt 25,31-46
Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli… Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo…».

Signore, quando sono affamato,
donami qualcuno che ha bisogno di cibo;
quando ho sete,
donami qualcuno che ha bisogno d’acqua;
quando ho freddo,
mandami qualcuno da riscaldare;
quando sono ferito,
donami qualcuno da consolare,
e quando la mia croce diventa pesante
donami la croce di un altro da condividere.
Quando mi sento povero
conduci da me qualcuno che è nel bisogno;
quando non ho tempo
donami qualcuno che io possa aiutare almeno un istante;
quando mi sento umiliato
donami qualcuno di cui tessere le lodi;
quando sono scoraggiato,
mandami qualcuno da incoraggiare;
quando io ho bisogno della comprensione di altri,
donami qualcuno che ha bisogno della mia.
E quando non penso che a me stesso
volgi i miei pensieri verso Qualcuno, verso di Te,
che vivi e regni nel cielo e nell’uomo.
(Ermes Ronchi)