Rivestiti di Cristo

Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. (cfr Mt 17,1-9)

Gesù sale sul Tabor per pregare, insieme ad alcuni fra i suoi discepoli. E lì, per la prima volta, lo vedono in maniera diversa. Vedono oltre le apparenze. Vedono nel Maestro lo splendore del Padre. Ne hanno bisogno, nel loro percorso di vita interiore, per capire con chi hanno veramente a che fare. Ne hanno bisogno per ascoltare ciò che ha da dire. Ne hanno bisogno per capire che Gesù e il Padre hanno un rapporto unico, speciale, straordinario. Ne hanno bisogno, anche se ancora non lo sanno, per salire su altro promontorio, fuori dalla città, il Golgota. La nostra vita di fede è faticosa e claudicante finché non sale sul Tabor. E, in Lui, riconosco la bellezza che mi avvolge. Nelle persone, nelle situazioni, nella natura debordante in mazzo a cui ho avuto la fortuna di vivere. E ciò che è bello è anche vero e buono, in una sorta di circolo virtuoso che fa cogliere ciò che abitualmente ci sfugge. Appunto come i discepoli, abituati nel vedere il Nazareno, stupiti nel riconoscere in lui altro. È il nostro sguardo che cambia le situazioni in cui ci troviamo a vivere.

Gesù, tu che fai vedere
il volto di Dio ai tuoi amici,
fa’ che riconosciamo anche noi il suo amore.
Aiutaci a vivere una vita pura e limpida
come la veste bianca che abbiamo ricevuto
il giorno del Battesimo.
Amen.

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