
Maria, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. (cfr Gv 12,1-11)
È un gesto umanissimo e semplice, quello che fa Maria di Betania. Un gesto colmo d’amore come solo una donna sa fare. Un’attenzione tutta femminile che Giovanni pone al lunedì dell’ultima settimana di vita di Gesù, in quel mese di aprile dell’anno 30. Probabilmente gli evangelisti confondono due episodi che hanno come protagoniste due donne, una peccatrice e la sorella di Lazzaro. In questo contesto l’amica di Gesù compie un gesto fortemente simbolico, l’essenza di puro nardo dallo strabiliante valore di 300 denari, 300 giornate di lavoro!, contrasta la risibile somma di 30 pezzi d’argento dati dal sinedrio per conoscere il luogo in cui Gesù si radunava con i discepoli al Getsemani. Secondo gli storici il valore delle due monete coincide: Maria sta dicendo a Gesù che il gesto che sta per compiere consegnandosi vale 10 volte tanto il tradimento dell’apostolo. Gesù è confortato da quel gesto, apprezza quell’amore viscerale e puro della discepola come apprezza il nostro amore. In questa settimana facciamo sentire più forte al Signore il nostro affetto, il nostro amore. Che sappia anche da noi che il suo sacrificio non è stato inutile…
Ti ringraziamo, Signore, per il profumo del tuo amore.
Ogni sua goccia è per me il segno più bello della tua amicizia.
Rendimi capace di avvolgere del tuo profumo
tutta la mia vita,
capace di donare agli altri
l’essenza del tuo amore.

